Casella di testo: I L CANINO INCLUSO

Non raramente si osservano casi di ragazzi di circa 12 - 13 anni che giungono all’osservazione dello specialista perchè apparentemente privi di uno o di entrambi i canini definitivi dell’arcata superiore.

L’età è tipica perchè circa a 13 anni avviene la permuta dei canini superiori. 

Il paziente si accorge di presentare ancora i canini da latte che, non dondolando, non sembrano voler  lasciare il posto ai corrispondenti canini definitivi.

Il mistero è presto svelato da una radiografia panoramica che, nella stragrande maggioranza dei casi, mette in evidenza uno od entrambi i canini in inclusione ossea palatale. 
La stessa visita odontostomatologica consente spesso, del resto, di reperire anche palpatoriamente una bozza ossea mascellare, palatale o vestibolare, in corrispondenza del dente incluso.

La radiografia panoramica consente di identificare non solo con certezza la presenza del dente, ma spesso il suo orientamento ed il grado di inclinazione permettendo una giusta impostazione terapeutica di recupero in arcata.

Con una corretta terapia ortodontica è ormai routinario il recupero del dente che, dopo uno scappucciamento chirurgico e posizionamento di un attacco ortodontico, viene ricondotto in arcata.

Tale terapia può anche essere applicata con successo nell’adulto portatore da anni di un canino incluso, consentendogli con elevata probabilità il recupero di un dente così importante in quanto deputato alla cosiddetta “disclusione canina”.

Tale disclusione è quel movimento tra l’arcata inferiore e quella superiore, per scivolamenti a destra o a sinistra che, grazie al contatto tra i canini omolaterali, consente una pausa di “riposo occlusale” ai molari e premolari di quel lato, evitando pericolosi traumatismi su tali elementi.

Lo sviluppo della terapia ortodontica, ha quindi del tutto superato la vecchia e assolutamente menomante terapia estrattiva che, non consentendo il recupero dell’elemento, stabilizzava sia l’alterazione di tutta l’arcata dentale che del profilo del mascellare superiore omolaterale, per la depressione ossea conseguente alla mancata presenza della radice del canino nella sua fisiologica sede.
 
Il movimento ortodontico di un dente nell’osso è la risultante di calibrate forze che determinano un riassorbimento osseo nelle zone sottoposte a pressione e una riapposizione ossea nelle zone sottoposte a trazione con conseguente spostamento del dente e sua collocazione in posizione corretta, risultato ancor più facilmente ottenibile con una terapia ortodontica fissa passive self-ligating (il sottoscritto utilizza la metodica Damon® System) utilizzante forze particolarmente leggere.

Dott. Viviano Maurizio Palombo

STUDIO ODONTOIATRICO E ORTODONTICO Dott. Viviano MauriziO Palombo

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