Casella di testo: Le ESTRAZIONI IN TERAPIA ORTODONTICA

Quando in passato si spiegava ad un genitore la necessità di estrarre denti definitivi nel corso di una terapia ortodontica del proprio figlio (in genere 4 denti nei casi di grave affollamento dentale) si suscitavano sicuramente alcune paure e perplessità soprattutto perchè si trattava spesso di denti perfettamente sani.

Il concetto cardine di riferimento tendente all’armonia occlusale era che in assenza di un possibile allineamento di tutti i denti (per carenza di spazio) era meglio estrarre un dente per quadrante (in genere si trattava del primo premolare) e raggiungere così una corretta occlusione.

Il genitore si trovava giustamente in difficoltà nel prendere tale decisione perchè se da un lato era desideroso di risolvere nel migliore dei modi il problema ortodontico del proprio figlio, dall'altro temeva che l'atto estrattivo potesse, in qualche modo, penalizzare per sempre la funzione masticatoria.

Oggi, grazie alle recenti terapie ortodontiche fisse a bassa frizione di tipo passive self-ligating o autoleganti passive (il sottoscritto utilizza la metodica Damon® System), utilizzanti forze particolarmente leggere, è fortunatamente possibile trattare gravi affollamenti dentali (anche negli adulti) senza le estrazioni dentali  precedentemente necessarie.

In realtà in molti casi l’affollamento dentale è dovuto ad una  riduzione “relativa” dei diametri delle arcate dentali che, con le recenti tecniche passive self-ligating, possono subire incredibili incrementi dimensionali con miglioramenti estetici non solo dentali ma anche facciali.

L’estetica del viso è oggi un parametro molto importante nell’impostazione terapeutica ortodontica (concetto di “face driven treatment planing” - “l’estetica del viso guida il piano di trattamento”) e, proprio per evitare collassi ossei dei mascellari esteticamente penalizzanti specie col progredire dell’età (soprattutto del mascellare superiore), le estrazioni sono oggi, in linea di massima, limitate al trattamento di gravi biprotrusioni in cui la riduzione del profilo biprotruso è esteticamente migliorativa e desiderata dal paziente.

Vi sono inoltre casi di agenesie  (mancanza di uno o più denti) o sovrannumerari (presenza di denti in più rispetto al normale) che richiederanno la giusta valutazione.

Nelle agenesie si valuterà l’opportunità di mantenere lo spazio del dente agenesico, per poi provvedere a fine crescita ad una riabilitazione implanto-protesica, o di estrarre altri elementi dentali, complementari a quello mancante, per riequilibrare l’occlusione. 

Nel caso più semplice di sovranumerari la terapia è ovviamente estrattiva.

Come sempre è  il rapporto di fiducia col proprio medico specialista che consente al paziente, dopo adeguata informazione, la migliore scelta consapevole e serena. 
Dott. Viviano Maurizio Palombo

STUDIO ODONTOIATRICO E ORTODONTICO Dott. Viviano MauriziO Palombo

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